Sicilia mia

C’è un momento in cui il tempo si ferma.
Succede al primo sorso,
quando la memoria torna a danzare tra i profumi dell’infanzia
e il sole che accarezza il volto della Santuzza.
Sono figlia del vento e del mare,
dei mercati che cantano storie antiche,
delle notti profumate di gelsomino e di sale.
Ma la Sicilia che porto dentro non conosce confini:
vive in me da nord a sud, da est a ovest,
nelle risate forti, nelle ombre silenziose, nei contrasti accesi che solo quest’isola sa offrire.
Sugnu figghia du ventu e du mari
Sicilia mi scurri dintra l’anima mia
Nel calice ritrovo la mia terra intera:
la luce delle mattine d’agosto,
il respiro degli agrumi,
il sussurro del’Etna sotto la cenere.
Na risata, ‘na vasata, tuttu è casa mia
Sutta u suli, ‘nta Sicilia mia
Ogni sorso è un ritorno,
una carezza,
un abbraccio che sa di casa.
E la casa…
sa di limone, di pietra scura, di passi lenti tra i vicoli,
di Sicilia.
Sapi di mari, sapi di suli…
sapi di Sicilia mia…
Maria Gioui


