• Elisabeth Lawrence

    Il Passo delle stagioni

    Capitolo 1 Era una mattina di fine primavera, Riverstone sembrava troppo luminosa per il mio umore. Correvo verso il conservatorio con il cuore che batteva al ritmo dell’esame che mi attendeva; ripassavo mentalmente ogni fiato, ogni attacco, con una tensione che mi faceva vibrare fin nelle dita. Cercai con lo sguardo la sagoma familiare della Katelis al molo, sperando che quella visione mi restituisse un po’ di calma, ma la preoccupazione per una nota alta che non riuscivo a domare mi rendeva distratta. Fu proprio allora, mentre stringevo la cartellina al petto come uno scudo, che il selciato irregolare mi tradì: un passo falso trasformò la mia fretta in un…

  • Elisabeth Lawrence

    L’orizzonte negli occhi

    Capitolo 2 Maria Imalhe Gioui · Salt & Ink Mi chiamo David Whittaker. Il cognome? Oh beh, credo abbia origini scozzesi… ma non siamo forse tutti coloni in queste terre? A parte questo, sono un cittadino della California, nato e cresciuto tra le strade di Riverstone, con ventiquattro anni di servizio nel Dipartimento di Polizia sulle spalle. La mia vita è sempre stata una questione di regole e di divise, desiderate fin da bambino, quando sognavo quelle auto in bianco e nero. Era una scelta che mio padre non aveva mai approvato, preferendo per me la sicurezza della sua ditta di spedizioni nell’area industriale. Mia madre, con la sua dolcezza…

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    David Whittaker

    C’era una strana forma di precisione nel modo in cui il mondo di David andava a pezzi. Non era un crollo rumoroso, ma un lento scivolare di tessere che non trovavano più il loro incastro. Poi, su quel marciapiede inondato di sole, era arrivata lei. Un inciampo, una cascata di fogli bianchi che volavano come ali spezzate sull’asfalto caldo. David si era chinato non per cortesia, ma per un riflesso involontario verso quel disordine così simile al suo. E quando le loro mani si erano sfiorate tra gli spartiti, era stato come toccare un filo scoperto. Aveva visto l’imbarazzo bruciarle sul volto, ma nei suoi occhi aveva letto una geometria…

  • Elisabeth Lawrence

    Nota sospesa

    Capitolo 3 Maria Imalhe Gioui · Summer in Riverstone Le strade di Riverstone si inerpicavano davanti a me, immerse in quel chiarore bianco e setoso che segue di poco l’ora di pranzo. Era il momento in cui l’estate sembrava trattenere il respiro, con il riverbero che batteva piatto sui marciapiedi rendendo i colori quasi troppo nitidi. Avevo ancora la gola leggermente secca per lo sforzo del canto, quella strana sensazione di vuoto e pienezza che resta dopo aver proiettato la voce davanti a una commissione. Avrei dovuto provare solo un immenso sollievo per aver concluso le arie dell’esame, eppure sentivo una strana irrequietezza, un ronzio sottopelle che non aveva nulla…

  • Elisabeth Lawrence

    Order of Chaos

    Capitolo 4 A cena, il tintinnio delle posate sulla porcellana faceva da sottofondo alle nostre chiacchiere, un suono familiare che mi restituiva un senso di pace. Sentivo lo sguardo di mio padre su di me, quel suo modo attento di leggermi dentro che mi aveva sempre fatta sentire al sicuro. «Allora, Elisabeth, ora che l’esame è passato puoi finalmente riprendere fiato. Cosa hai intenzione di fare quest’estate? Un po’ di riposo mi sembra il minimo, prima di pensare alla carriera.» «Hai ragione, papà. Mi piacerebbe solo staccare la spina per un po’, godermi il mare e non fare programmi,» risposi; ma mentre sorridevo a lui, l’immagine di quegli occhi incrociati…

  • Elisabeth Lawrence

    Al tramonto…

    David – Capitolo 5 Quella stessa sera, mentre camminavo per le vie del centro, la mia mente tornava ostinatamente a quel “grazie” gridato sulle scale. Mi fermai un istante sotto un tramonto dai colori caldi, quasi oro antico e profondo, che avvolgeva le facciate dei palazzi in un riflesso ambrato. Fu proprio allora che la vidi. Elisabeth camminava sottobraccio a una signora elegante, una figura dal portamento fiero che sembrava guidarla con naturale dolcezza. Tra loro c’era un’armonia spontanea: i passi si muovevano nello stesso ritmo, come se seguissero una musica silenziosa che le rendeva una cosa sola, quasi estranee al fluire lento e distratto della città a quell’ora del…

  • Diario - Galleria

    Tra ponte e soglia

    07 marzo 2026 Scese dall’auto come chi lascia alle spalle la vita di tutti i giorni per entrare in un mondo solo suo. Davanti a lei si stendeva un ponte lungo di pietra, sospeso tra le nuvole e il mare. Sotto, l’acqua era di un azzurro così intenso che pareva catturare il cielo e rifletterlo senza sforzo. Un mare calmo, perfetto, eppure quell’altezza le strinse il cuore in un nodo di paura. Fece un passo, esitò. Il ponte sembrava chiamarla, ma il vento e il vuoto sotto i piedi le parlavano di fragilità. Tornò indietro. Non era pronta. Non quella via, almeno non ora. Volse lo sguardo e vide una…

  • Diario - Galleria

    Il valore non fa rumore

    dal diario del 18 febbraio 2026 A volte l’insicurezza non nasce dall’incapacità.Nasce dall’importanza. Più qualcosa conta, più tremano le mani.Più desideriamo essere all’altezza, più temiamo di non esserlo. C’è una frustrazione silenziosa che pochi raccontano:quella di sentirsi sempre un passo indietro rispetto agli altri.Di temere la scena muta.Di immaginare il momento in cui le parole si fermano e il silenzio pesa. Ma il silenzio non è vuoto.È solo un respiro. Il valore di una persona non si misura nella fluidità di una risposta.Non si misura nell’assenza di paura.Non si misura in un’esitazione. Si misura nella presenza.Nell’impegno.Nel continuare a camminare anche quando il terreno sembra friabile. L’insicurezza non è il contrario…

  • Diario - Galleria

    5 Aprile 2024

    Schegge di tempesta Non tutti i naufragi accadono in mare,a volte sono dentro un attimo,un urto che spezza il silenzio,e lascia schegge a brillare. Ho raccolto il rumore dell’impatto,quello che tace, ma non si dimentica,schegge di un giorno spezzato,ma io, intera, sono qui. Dentro questa bottiglia,la mia paura, la mia forza, la mia memoria,il suono che ha rotto il mio silenzio,eppure, nonostante tutto, ancora in piedi. It was a morning full of light,I dreamed of coming home,with a heart full of hope,steps light towards tomorrow. But suddenly time breaks,a shadow falls along the way,glass like rain,and the world blurs. I breathe, I breathe again,(a flame burning inside)In the silence of…

  • Il mio mondo tra vino e parole

    Sicilia mia

    C’è un momento in cui il tempo si ferma.Succede al primo sorso,quando la memoria torna a danzare tra i profumi dell’infanziae il sole che accarezza il volto della Santuzza. Sono figlia del vento e del mare,dei mercati che cantano storie antiche,delle notti profumate di gelsomino e di sale.Ma la Sicilia che porto dentro non conosce confini:vive in me da nord a sud, da est a ovest,nelle risate forti, nelle ombre silenziose, nei contrasti accesi che solo quest’isola sa offrire. Sugnu figghia du ventu e du mariSicilia mi scurri dintra l’anima mia Nel calice ritrovo la mia terra intera:la luce delle mattine d’agosto,il respiro degli agrumi,il sussurro del’Etna sotto la cenere.…