ANASTASIA
Il cuore ricorda

Conobbi una bambina
che aveva dimenticato il proprio nome.
Non accadde in un istante.
I ricordi non scompaiono davvero.
Si allontanano piano.
Come una voce sentita da molto lontano.
Anastasia ricordava soltanto frammenti.
Una melodia.
Il rumore della neve sotto le scarpe.
Una mano stretta nella sua.
Eppure, ogni volta che chiudeva gli occhi…
sentiva che le mancava qualcosa.
Non sapeva cosa.
Una casa.
Un volto.
Forse soltanto il diritto di sentirsi ancora figlia di qualcuno.
“Peter… ma lei era sola?”
No, piccola.
È questo il problema.
A volte si può perdere tutto…
anche quando da qualche parte
qualcuno continua ad aspettarti.
Così Anastasia cresceva cercando risposte
dentro ricordi troppo spezzati per essere compresi davvero.
Ma sapete una cosa?
I bambini non dimenticano mai completamente.
Anche quando la memoria si spezza…
il cuore continua a ricordare.
Una casa nel cuore

La ritrovai in una notte piena di neve.
Anastasia camminava piano.
Come fanno i bambini
quando hanno paura di sperare ancora.
Stringeva al petto i pezzi della sua storia
come se bastassero a scaldarla.
Un nome.
Una melodia.
Il ricordo sbiadito di qualcuno che l’aveva amata molto tempo prima.
E sapete una cosa terribile?
Nessuno le aveva mai restituito gli anni perduti.
Nessuno le aveva ridato le notti passate a sentirsi straniera nel mondo.
Così le tesi la mano.
E Anastasia mi guardò
come fanno i bambini
quando sono stanchi di sentirsi soli.
Non disse nulla.
Mi seguì e basta.
Perché ci sono bambini
che non cercano castelli.
Cercano soltanto un posto
dove il dolore smetta di inseguirli.
E nell’Isola che non c’è…
Anastasia smise finalmente di avere paura
di dimenticare chi fosse davvero.

