Diario di Victoria Stone – Pag. 5

Ero appena uscita dalla centrale dopo il mio turno di pattugliamento quando incontrai di nuovo Morgan, solo su una moto. Sembrava che i guai lo stessero perseguitando; mi raccontò di aver litigato con suo padre, che gli aveva presentato una donna che affermava di essere sua madre. Era scappato e aveva passato la notte sotto un ponte. La sua vulnerabilità mi aveva toccato, mi ero offerta di accompagnarlo a scuola, gli avevo lasciato il mio numero di cellulare e gli avevo chiesto di chiamarmi non appena avesse finito la lezione; gli avevo promesso che sarei andata a prenderlo per assicurarmi che fosse al sicuro.
Dopo averlo lasciato a scuola, ero salita di nuovo in moto, in direzione del cimitero. Sentivo il bisogno di stare sola in quel luogo, di riflettere, di stare in ”compagnia” di Collins. Ero lì a fissare quelle tombe, non sapevo nemmeno quale fosse la sua… Adam mi aveva detto di non saperlo…. mi ritrovai a fissare il vuoto, cercando di fare i conti con il mio passato, il mio dolore… completamente avvolta dal buio della notte e dal silenzio, quel silenzio che tanto amavo… mio compagno da sempre, quel silenzio che spesso sapeva fare anche un gran rumore quando cercava di mandarmi dei segnali per farmi reagire… ed eccolo, quel silenzio venne interrotto dal mio cellulare… era Adam… la sua voce era strana, la sua richiesta di incontrarmi con urgenza in una piccola chiesetta vicino alla zona militare mi mise l’anima in subbuglio. Cosa voleva dirmi? E perché tanta fretta? La sua voce era diversa, spezzata; iniziai ad essere nervosa ed agitata.
Mi disse che stavolta era in compagnia di Liam, suo fratello maggiore; ho temuto!! Chissà cosa avevo fatto… volevano forse punirmi?????
Arrivai prima di loro, lo chiamai, mi disse di aspettarlo, che stava arrivando. Quando finalmente apparve, era serissimo, sembrava nervoso….
Mi chiese come stessi, risposi con sincerità dicendogli che stavo male e che avevo passato la notte insonne.
Quello che disse dopo mi colse di sorpresa: mi confessò di aver mentito sul fatto che non sapeva dove fosse sepolto Collins e che per questo stava parecchio male… mi raccontò di aver fatto un sogno la notte prima. Nel sogno, Collins era a Forum Drive, seduto sulla sua solita sedia, e stavano mangiando panini con la salsiccia cucinati da Aiden. Collins gli parlava di me, che sapeva che Adam era riuscito a trovarmi, gli chiese di proteggermi e di non farmi mai soffrire.
Adam era serio, mi chiese di seguirlo e mi portò davanti a una tomba dicendomi che Collins era proprio lí, una tomba semplice, proprio come l’avevo immaginata.
Mi avvicinai e toccando quella lapide iniziai a sentire un vuoto nel petto, un nodo alla gola che mi impediva di parlare. Le lacrime bagnavano il mio viso e lui… Adam pronto ad asciugarle con gentilezza.
Il suo tono di voce cambiò, divenne più profondo… iniziò a balbettare, e quando glielo feci notare, mi disse che non stava balbettando, ma stava solo schiarendosi la voce. Gli feci notare sarcasticamente che la sera prima non aveva risposto al mio messaggio… rispose che poi mi avrebbe spiegato. Ad un certo punto, con la voce tremante, mi disse qualcosa che non mi sarei mai aspettata: gli piacevo tantissimo!!!
Ero confusa, nessuno mai mi aveva detto che gli piacevo… ho sempre pensato di essere sbagliata e forse lo sono per davvero… Le gambe iniziarono a tremare e il mio cuore iniziò a battere più forte. Cercai di mantenere la calma, di non far trapelare il mio nervosismo, le mani che tremavano e tutto quello che passava per la mia mente… certe volte i pensieri riescono proprio a fare un gran casino….. proprio come ora mentre scrivo, che gran confusione! un misto tra rabbia, nervosismo e non so che altro!
Adesso ero io a balbettare, incapace di pensare chiaramente. La sua confessione provocò come un vortice nauseante nello stomaco, cercavo di sdrammatizzare ridendo, anche se dentro di me ero in preda al panico. Quelle parole erano profonde, nessuno aveva mai usato quei modi con me, nessuno aveva mai guardato dentro di me come lui l’aveva fatto in quel momento. Poi, prese una bandana verde, la sua bandana, me la legò al polso, attribuendole un significato profondo. Con gli occhi lucidi e la voce tremolante mi disse che si era innamorato dei miei occhi, che si era innamorato di me.
Gli feci notare, ma non perché volessi scoraggiarlo, del fatto che sono una poliziotta… ma gli spiegai che portavo la divisa perché non avevo scelta… o la divisa o la mia testa… per via del patto con Mortarion. Mi disse di aver capito, di aver notato e che non era l´unica cosa che era riuscito a notare …. si era accorto di cosa c´era sotto al mio tatuaggio e così gli raccontai dell’aggressione che avevo subito a 16 anni, delle cicatrici e del significato di quei tatuaggi….
Mi condusse a Forum Drive, al campo dove giocava da bambino… mi chiese di chiudere gli occhi e…. mi abbracciò….. mi disse che potevo essere la Regina di Forum Drive….
In quell’abbraccio sentii una sensazione profondamente meravigliosa, avrei voluto fermare il tempo.. nessuno mai prima di quel momento mi aveva abbracciata.
Era come se avessi trovato protezione, amore, casa e famiglia, tutto ciò che avevo sempre desiderato. Avevo bisogno di altri abbracci, avevo bisogno di sentire affetto, comprensione e amore… avevo bisogno di provare cose a me fino a quel momento sconosciute. Ma la paura era davvero tanta, avevo paura di svegliarmi e scoprire di essere abbandonata per l’ennesima volta…..
E poi c’è stato quel bacio sulla guancia, un gesto apparentemente semplice ma che non dimenticherò mai.
Era un gesto che aveva un significato profondo, un gesto che aveva acceso qualcosa dentro di me.
Avevo paura di ammettere, quanto desiderassi amore ed attenzioni! e Adam sembrava disposto a offrirmi proprio quello che mi mancava!



