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Welcome to Neverland
Peter Pan è sempre stato immaginato con una voce maschile. In questa interpretazione, invece, è una voce femminile a raccontare la sua storia. Non è una scelta casuale. La voce non rappresenta un ragazzo o una ragazza, ma un custode. Qualcuno che accompagna i bambini perduti, li ascolta e li prende per mano quando il mondo smette di farlo. In *Phoenix in Neverland*, Peter Pan diventa il filo che unisce tutte le storie. Non è l'eroe che insegna a volare, ma colui che continua a cercare quei bambini la cui infanzia è stata spezzata troppo presto. In questo primo monologo, Peter racconta perché non ha mai smesso di cercarli. **Testi…
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Oltre le Fiabe
Esistono storie che tutti conoscono. Le abbiamo ascoltate da bambini, lette tra le pagine di un libro o viste prendere vita sullo schermo. Conosciamo gli eroi.Conosciamo i cattivi.Conosciamo il finale. Ma raramente ci fermiamo a osservare ciò che accade tra una pagina e l’altra. Raramente ascoltiamo i silenzi. Oltre le Fiabe nasce all’interno del progetto teatrale Phoenix in Neverland, uno spettacolo dedicato all’infanzia rubata e a tutte quelle voci che troppo spesso restano invisibili. Attraverso monologhi, racconti e interpretazioni portati in scena, Phoenix in Neverland prova a guardare oltre la superficie delle storie che crediamo di conoscere. Questa raccolta nasce proprio da quel viaggio. Un luogo in cui le parole…
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Prima di Neverland
Sapete perché porto via i bambini? Tutti pensano che sia per insegnargli a volare.Per portarli nell’Isola che non c’è. Ma alcuni bambini…quando li trovohanno già smesso di esserlo. Li riconosco subito. Hanno occhi troppo stanchi.Mani troppo piccole per il peso che portano.E quel silenzio strano…che i bambini non dovrebbero conoscere mai. Alcuni hanno dimenticato le favole.Altri non ne hanno sentita raccontare nemmeno una. E allora resto accanto a loro in silenzio. Perché Peter Pan arrivaquando un bambino comincia a perdere pezzi di sé. Li prendo per mano.Piano.Come si fa con le cose fragili. Perché certe infanzie non finiscono all’improvviso. Spariscono poco alla volta. In una carezza mancata.In una porta che…
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ANASTASIA
Il cuore ricorda Conobbi una bambinache aveva dimenticato il proprio nome. Non accadde in un istante.I ricordi non scompaiono davvero. Si allontanano piano.Come una voce sentita da molto lontano. Anastasia ricordava soltanto frammenti.Una melodia.Il rumore della neve sotto le scarpe.Una mano stretta nella sua. Eppure, ogni volta che chiudeva gli occhi…sentiva che le mancava qualcosa. Non sapeva cosa. Una casa.Un volto.Forse soltanto il diritto di sentirsi ancora figlia di qualcuno. “Peter… ma lei era sola?” No, piccola. È questo il problema. A volte si può perdere tutto…anche quando da qualche partequalcuno continua ad aspettarti. Così Anastasia cresceva cercando rispostedentro ricordi troppo spezzati per essere compresi davvero. Ma sapete una cosa?…
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POCAHONTAS
Le radici nel vento Venite più vicini, bambini. “Peter… posso stare vicino a te?” Certo, piccolo. Questa è la storia di una bambinache conosceva il linguaggio del vento. Pocahontas correva nei boschi a piedi scalzi.Rideva con il fiume.Dormiva sotto cieli immensiche non avevano bisogno di muri per sentirsi casa. Credeva che il mondo fosse vivo. Che gli alberi ascoltassero.Che l’acqua custodisse i ricordi.Che nessuno potesse davvero rubarti l’animafinché restavi vicino alla tua terra. “Peter… ma allora era felice?” Sì, piccola. Lo era nel modo in cui lo sono i bambiniquando credono ancorache il mondo non possa ferirli. Poi arrivarono gli uomini. Con le navi.Con le bandiere.Con quelle mani sempre pronte…
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PINOCCHIO
Il ritratto Venite più vicini, che questa storia fa male. Oggi vi racconto di un bambino fatto di legno. Lo chiamavano Pinocchio. Ma non pensate a un burattino dolce, di quelli che ballano per farvi ridere. No. Pinocchio era un tormento. Era irrequieto, testardo, disobbediente. Appena quel pover’uomo di suo padre gli ha finito di scolpire i piedi, la prima cosa che ha fatto è stata tirargli un calcio e scappare via in mezzo alla strada, lasciandolo solo.» «Peter… ma i burattini possono piangere?» All’inizio piangono lacrime di resina, piccolo mio. Ma Pinocchio diceva bugie continuamente, e più aveva paura, più la sua lingua inventava storie per sfuggire ai grandi.…
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CAPPUCCETTO ROSSO
Il sentiero nel bosco Sedetevi vicini, bambini “Peter posso mettermi sulle tue spalle” Vieni qui vicino…. Più vicino. Copritevi gli occhi se il buio fa rumore, ma ascoltate. Oggi vi parlo di una bambina che aveva il colore del fuoco addosso. Tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso, come se quel pezzo di stoffa fosse la sua pelle. Ma dietro quel rosso c’era una bambina senza scudo. L’hanno mandata nel bosco da sola, sapete? Gli adulti fanno così. Ti mettono un cestino tra le mani, ti danno un bacio distratto sulla fronte e ti dicono: “Segui il sentiero, non deviare”. Come se un sentiero bastasse a proteggerti.» «Peter… ma lei aveva paura…
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CENERENTOLA
C’è una cosa che gli adulti dimenticano, bambini: si può crescere circondati da persone… e sentirsi comunque abbandonati. Cenerentola lo sapeva bene. Viveva in una casa piena di voci, passi, porte che si chiudevano. Eppure, persino suo padre aveva spento lo sguardo su di lei. Dormiva vicino alla cenere. Cercando il calore dove tutto era già spento. E piano piano iniziò a credere di appartenere anche lei a quel mucchio di cose dimenticate. “Peter… ma nessuno le voleva bene?” A volte l’amore degli adulti, piccola, diventa così freddo da somigliare all’assenza. Cenerentola puliva, cuciva, restava in silenzio… Perché alcuni bambini imparano troppo presto a occupare meno spazio possibile. A rimpicciolire…
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LA PICCOLA FIAMMIFERAIA
L’ultima luce Era una notte gelida. Era la notte di Capodanno. E io stavo osservando da lontano una bambina piccola e fragile. Una Piccola Fiammiferaia. La neve cadeva piano. E le persone camminavano veloci senza guardarsi intorno. Lei invece restava ferma all’angolo della strada stringendo tra le mani una scatola di fiammiferi. Così piccola… che il mondo aveva già imparato a passarle accanto con indifferenza. “Peter… ma aveva freddo?” Sì, piccola. Quel freddo che entra piano nelle ossa quando nessuno si prende cura di te. La vidi accendere un fiammifero. E per un istante comparve una luce calda. Una tavola apparecchiata. Una casa piena d’amore. Capí che si sentiva sola.…
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PETER PAN
Il custode dei bambini perduti C’era un bambino che non sopportava l’idea di diventare grande. Non perché avesse paura del tempo. Ma perché aveva già visto troppo dolorenegli occhi degli adulti. Così iniziò a scappare. Sempre più lontano. Lontano dalle case.Dalle regole.Da tutte quelle persone che un giorno promettono amore…e quello dopo imparano a dimenticarti. Quel bambino rideva forte.Correva veloce.Faceva finta che il mondo fosse soltanto un gioco. Ma i bambini che scherzano sempre, piccoli miei… a volte sono proprio quelliche stanno cercando di non crollare. Più passava il tempo… più quel bambino iniziava a raccogliere attorno a séaltri bambini perduti. Bambini troppo soli.Troppo stanchi.Troppo feriti per restare ancora nel…

