Diario di Victoria Stone

Diario di Victoria Stone – Pag. 16

È da un bel po’ che non ci vediamo, eh? Diciamo che non sono stati giorni facili. Mi è crollato tutto addosso in un attimo…

Ho toccato davvero il fondo. Caro amico Silenzio, sei sempre stato l’unico a cogliere tutto, forse eri vicino a me per dirmi qualcosa, per farmi capire che la mia vita stava prendendo una direzione sbagliata. Dovevo scappare prima e andare via! Ma non ho mai avuto il coraggio di affrontare tutto, non volevo deludere Frank, avevo paura per la mia vita… questa vita che, nonostante mi abbia sempre voltato le spalle, continuo a difendere.

Dopo il matrimonio i giorni non furono facili e felici. Già dalla sera prima del matrimonio avrei dovuto capire, reagire… e invece mi sono presentata come una regina a festa agghindata, un ruolo che poco mi si addice… io che amo la semplicità!!! mi sono ritrovata in un contesto estraneo, in mezzo a gente poco affidabile. Ma forse era proprio quello che meritavo dopo quello che ho fatto.

Giustizia era stata fatta, l’assassino di mio fratello era stato cancellato dalla faccia della Terra.

Mi trovavo di fronte ad Adam, alle spalle, seduti su quelle panche, tanta gente che non aveva idea dell’inferno che stavo vivendo, delle paure che affrontavo giorno dopo giorno. Perché l’ho fatto? Paura di morire? Paura di soffrire? Abbandono? Cosa?

Dopo il matrimonio, tutto è collassato. Frank si stava aggravando, Adam si lamentava sempre, e poi le mie dimissioni… sì, avevo lasciato il mio lavoro da poliziotta senza dire niente ad Adam, così da evitare domande alle quali non sapevo e comunque non volevo rispondere. Facevo finta di andare a lavoro la mattina e al ritorno andavo da Frank, evitando Adam.

Poi, improvvisamente, mi trovai faccia a faccia con Adam e gli dissi che mi sentivo in gabbia, gli parlai delle dimissioni. Non ricordo la sua reazione, ma ricordo che aveva dei dubbi su Sergio. Iniziai a pianificare la fuga. Oggi Sergio e domani? Ne approfittai durante uno dei viaggi di Adam nel fine settimana, presi Sergio e scappai. Avrei voluto portare con me anche Jimmy, ma quella mattina non c’era traccia di lui nel ghetto. Mi nascosi per un paio di giorni, vagando e nascondendomi come una ladra, tutto per proteggere Sergio e anche per proteggere me stessa. Cambiai taglio e tinta ai capelli e, con coraggio, decisi di lasciare la città.

Prima di partire, mandai una mail a Capo Blackwood, l’unico che mi dispiaceva lasciare senza nemmeno salutarlo, mandai un messaggio a Jimmy… e un pacco ad Adam contenente il bracciale di sua madre e una lettera spiegando che stavo andando via e i motivi che mi avevano portato a quella scelta drastica. Mentre salivamo sull’aereo, Sergio ebbe un ripensamento… tornò indietro. Io no! Passai giorni pesanti, con la paura di essere trovata. Non uscivo mai di casa, non usavo il cellulare che avevo cambiato nel frattempo. Non potevo continuare così, non era vita! E poi il pensiero mi riportava davanti agli occhi sempre al volto di qualcuno… qualcuno che rispettavo e stimavo, un pensiero fisso che non mi mollava, lui sempre nella mia mente!

Più cercavo di evitare quel pensiero, più si imponeva nella mia mente…