Ursula – Il Lamento del Mare

Un tempo… il suo nome era sussurrato con rispetto nelle profondità oceaniche.
Ursula, la perla nera del regno, la sirena dagli occhi d’ambra e dai capelli lunghi come filamenti di luce nelle correnti, non era solo bella, era brillante. La sua voce poteva ammansire le maree, le sue mani intrecciavano incantesimi antichi che pochi comprendevano davvero.
Ma per il re del mare, suo fratello Tritone, la magia era un’arte da temere. “Non serve l’incanto quando si ha il tridente”, le diceva. “La forza è il solo potere che conta.”
Eppure, quando lui parlava, lei non lo ascoltava perché c’era qualcun altro a riempire i suoi pensieri.
Lui!!
Non sapeva se fosse stato il destino o una semplice illusione, ma dal giorno in cui lo aveva visto, ogni cosa era cambiata.
Lui non era come gli altri, non rideva della sua magia, non la temeva, la guardava come nessuno l’aveva mai guardata. “Tu non sei come loro,” le diceva. “Tu sei speciale.”
E lei gli aveva creduto…
Si era lasciata avvolgere dalle sue parole come un’onda che si ritira verso il mare, aveva sacrificato tutto per lui: la fiducia del fratello, il suo posto a corte, persino un frammento della sua anima.
Gli aveva rivelato segreti proibiti, donato il potere che nessuno aveva mai osato reclamare.
E lui aveva riso…
Ursula ricordava ancora quel suono, freddo e tagliente come un’onda che si schianta sugli scogli. Ricordava il ghigno sulle sue labbra mentre svaniva tra le correnti, portandosi via tutto ciò che lei gli aveva dato.
Non l’aveva mai amata…
Era stato un gioco, una conquista, un mezzo per ottenere ciò che voleva.
E Ursula era rimasta sola…
La vergogna la divorava…. Il dolore era un peso che la schiacciava fino a toglierle il respiro.
Il cibo divenne un conforto, l’unico rifugio in un mondo che l’aveva respinta.
Passavano i giorni e sentiva il disprezzo negli occhi degli altri, sussurri velenosi la seguivano ovunque. “Hai visto com’è diventata? Una volta era così bella… Forse è colpa della sua magia”.
Non era più la sirena snella e ammirata di un tempo. Non era più nulla.
E allora decise di cambiare…
Sfogliò pergamene dimenticate, riscoprì incantesimi proibiti, cercò una soluzione disperata, un’ultima speranza per tornare quella che era stata, per cancellare la fragilità, il dolore, il disgusto che la società riversava su di lei.
Fu allora che la trovò…
Una strega, più antica del mare stesso, con occhi di perla e dita come alghe intrecciate. “So cosa vuoi”, le sussurrò. “E posso dartelo.”
Ursula la guardò con sospetto. “Perché dovrei fidarmi di te?”
“Perché vuoi credere che sia possibile.” rispose la strega.
Quell’incontro fu la sua rovina…
Accettò la pozione, ignorò l’ombra di un ghigno sulle labbra della strega mentre la bottiglietta passava nelle sue mani.

Si immerse nell’acqua incantata, lasciando che la magia la avvolgesse come un sudario, iniziò a sentire le sue squame ardere, la pelle tendersi, il corpo iniziò a contorcersi in un’agonia silenziosa.
L’acqua ribolliva attorno a lei densa di oscurità, il dolore divenne insopportabile.
Quando riemerse, ansimante… il suo cuore si fermò!
La sua coda era scomparsa, al suo posto, tentacoli scivolavano sull’oceano come ombre vive avvolgendola in un abbraccio spettrale, le sue mani, una volta affusolate, erano ora come artigli malvagi, il suo riflesso nell’acqua la fissava con occhi spenti, le labbra gonfie in un ghigno involontario.

Aveva cercato la bellezza e aveva trovato il mostro.
“Non è possibile…” sussurrò, mentre il mare le restituiva solo il suono della sua disperazione.
Da qualche parte nascosta, la strega rideva.
Ursula strinse i pugni. Non era più una sirena, ma non sarebbe stata più nemmeno una vittima.
Il mare aveva giocato con lei, il mondo l’aveva schernita, l’aveva tradita, l’aveva resa un mostro.
Aveva preso una decisione…. tutti ora avrebbero conosciuto la sua ira e un giorno, Tritone avrebbe pagato per averla lasciata cadere nell’oblio.

MORALE
M.G.
Non è il mostro a fare paura, ma é la società che lo crea.
Ursula non è nata cattiva, é stata ingannata, spezzata, umiliata.
Ha amato e ha creduto ma l’amore si è rivelato una lama affilata.
Ha perso tutto, persino sé stessa, schiacciata dal peso di aspettative crudeli. Il mondo l’ha guardata con disgusto quando il suo corpo è cambiato, le ha sussurrato all’orecchio che non valeva più nulla, che doveva rimediare, che doveva essere di nuovo “degna”.
Ma quando sei fragile, quando sei ferita, diventi facile preda di chi vende illusioni.
E così si è fidata, di una promessa, di una cura… di una menzogna.
La società crea insicurezze e poi ti offre il rimedio, ma quel rimedio il piú delle volte è un veleno e una volta ingerito non torni più indietro. Ursula ha cercato di cambiare il suo corpo e ha perso la sua anima.
Quante Ursula ci sono ancora oggi? Quante persone vengono spinte nel baratro da una società che predica bellezza e perfezione, mentre divora la dignità di chi non rientra nei suoi schemi?
Viviamo in un mondo che non ti vuole felice, ti vuole insicura.
Perché chi si ama non compra soluzioni.
E così, giorno dopo giorno, altre anime fragili vengono spezzate.
Fino a quando apriremo gli occhi. Fino a quando diremo basta. Fino a quando impareremo ad amarci prima di amare!



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