Perché chi si ama…

Non è il mostro a fare paura,
ma è la società che lo crea.
Nessuna nasce cattiva.
Dietro ogni incantesimo c’era una ferita,
dietro ogni risata crudele, un’eco di solitudine.
Erano figlie del giudizio,
dell’abbandono,
del non sentirsi mai abbastanza.
Donne che hanno chiesto amore… e hanno ricevuto silenzi.
Che hanno mostrato talento… e sono state zittite.
Che hanno brillato… in un mondo che le voleva spente.
Hanno scelto il potere per non sentirsi più piccole.
Hanno alzato muri per non essere ferite ancora.
E nella favola di qualcun altro,
sono diventate le cattive.
Donne ingannate, spezzate, umiliate.
Donne che hanno creduto nell’amore…
e si sono ritrovate a stringere una lama affilata.
Hanno perso tutto, persino sé stesse,
schiacciate dal peso di aspettative crudeli.
Il mondo le ha osservate, giudicate,
spesso con disgusto,
quando il loro corpo è cambiato.
Le ha sussurrato all’orecchio
che non valevano più nulla,
che dovevano rimediare,
tornare “degne”.
Ma quando siamo fragili,
quando siamo ferite,
diventiamo prede di chi vende illusioni.
E così ci fidiamo:
di una promessa,
di un abbraccio,
di una cura…
di una menzogna.
La società crea insicurezze.
Quante persone vengono spinte nel baratro da un mondo che predica bellezza e perfezione,
mentre divora la dignità di chi non rientra nei suoi schemi?
Quante Ursula, Malefica, Grimilde, Crudelia,
Regina Rossa, Strega dell’Est…
quanto di loro ci sono ancora oggi?
In ognuna di loro,
c’è una parte di noi.
Viviamo in un mondo
che non ci vuole libere:
ci vuole insicure.
Perché una donna che si ama
non si controlla,
non si piega,
non si cambia.
Eppure, ogni giorno,
qualcuno ci insegna a dubitare di noi stesse,
a credere di dover rimediare, correggere,
o diventare “altro”.
Ma nessuno ha il diritto di riscriverci.
Nessuno dovrebbe avere il potere
di farci credere
che non andiamo bene così come siamo.
Impariamo, allora, ad amarci.
Prima di chiedere amore.
Prima di darlo.
Perché chi si ama…
… non si svende,
chi si ama non si perde,
chi si ama non si spegne.
Perché noi siamo,
e saremo sempre…
DONNE.
Maria Imalhe Gioui



