Diario di Victoria Stone – Pag. 7

Ed eccomi qui… seduta di fronte al faro, ad ammirare l’alba di un nuovo giorno, un giorno in più in cui sono viva.
La brezza marina accarezza il mio viso, ma il mio cuore è in preda al disperato timore di non rivederti.
Sto aspettando un cenno da parte tua… ma adesso che ti aspetto, sembri sparito….
Guardo continuamente il cellulare, sperando in un tuo messaggio, ma niente… Forse hai già trovato la mia lettera.
Sapevo di non dover scrivere nulla, di non dover mostrare la mia debolezza, ma ora non posso fare a meno di sentirmi vulnerabile.
Ho bisogno di te, più di quanto avessi mai ammesso.
Forse ti sei accorto che ho passato la notte sul tuo divano? Scusami, probabilmente non dovevo entrare senza il tuo permesso…
Adesso temo che tu non voglia più vedermi.
Frank mi ha detto che non ci sarebbero stati problemi, ma ora tutto è così confuso.
Non sapevo dove rifugiarmi dopo le minacce di ieri, sono venuta a cercarti sperando che tu fossi tornato.
Avevo bisogno di sentirmi al sicuro, avevo bisogno di uno dei tuoi abbracci rassicuranti, di una tua parola.
Perfino di quella stupida “Bambolina”, sono sicura che mi avrebbe fatto bene…..
Ma tu non sei ancora a casa… “Casa”, proprio così… è la sensazione che ho provato appena ho varcato quel cancello.
Mille pensieri affollano la mia mente…
E ora? E se davvero hanno fatto del male a Morgan? E se fosse tutta una montatura? Inizia persino a sorgere il dubbio se Morgan stesso si stia prendendo gioco di me.
E tu? Tu dove sei? Perché non chiami?
Perché oggi, nemmeno la vista del mio amato mare riesce a farmi stare tranquilla? Perché oggi, questo silenzio è così assordante? ho paura, il mio pensiero fisso per te è l’unico faro che illumina questa alba incerta.
“I never thought that You would be the one to hold my heart
But you came around
And you knocked me off the ground from the start
You put your arms around me
And I believe that it’s easier for you to let me go
You put your arms around me and I’m home”


