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Oltre le Fiabe
Esistono storie che tutti conoscono. Le abbiamo ascoltate da bambini, lette tra le pagine di un libro o viste prendere vita sullo schermo. Conosciamo gli eroi.Conosciamo i cattivi.Conosciamo il finale. Ma raramente ci fermiamo a osservare ciò che accade tra una pagina e l’altra. Raramente ascoltiamo i silenzi. Oltre le Fiabe nasce all’interno del progetto teatrale Phoenix in Neverland, uno spettacolo dedicato all’infanzia rubata e a tutte quelle voci che troppo spesso restano invisibili. Attraverso monologhi, racconti e interpretazioni portati in scena, Phoenix in Neverland prova a guardare oltre la superficie delle storie che crediamo di conoscere. Questa raccolta nasce proprio da quel viaggio. Un luogo in cui le parole…
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ESMERALDA
Prima del rogo C’era una bambina che si fermava sempre davanti alle finestre illuminate.Restava a guardarle per minuti interi.Non sapeva perché. Forse era il rumore delle risate.Forse il profumo del pane caldo.O forse… certe cose il cuore le ricorda prima ancora della memoria. Lei invece conosceva le strade.La polvere sotto i piedi.Le monete strette nel palmo della mano. E la danza.Sempre la danza. Esmeralda ballava bene.Abbastanza bene da far sorridere la gente…abbastanza bene da non farle notareche sotto quei bracciali rumorosic’era ancora una bambina. Finché una sera qualcosa cambiò. Le stesse persone che le lanciavano moneteiniziarono ad abbassare la voce al suo passaggio. Ed è così che nascono i roghi.…
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Il Silenzio dell’Isola
Ci sono momenti, sull’Isola che non c’è, in cui persino il vento smette di rincorrere le onde e si siede tra i rami della grande quercia a respirare piano. È il momento in cui la notte smette di essere solo buio e diventa un mantello pesante, sotto il quale i Bimbi Sperduti cercano un calore che il mondo dei grandi ha dimenticato di dare loro. Non ci sono orologi qui, ma si sente il ticchettio dei cuori che rallentano, mentre la stanchezza scivola sulle palpebre piccole. Eppure, prima che il sonno arrivi a cancellare i brutti ricordi, le voci dei bambini si fanno sottili, quasi trasparenti, e galleggiano nell’aria della…
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Io… sono Elisabeth
Capitolo 6 Seduta al pianoforte, avevo trasformato il caos di quella mattina in musica. Le dita scorrevano sugli accordi, creando un filo invisibile tra il disordine dei fogli sparsi e il battito del mio cuore. Quando finalmente mi alzai, con le mani ancora calde sugli ottavi, decisi di fare una doccia veloce. L’acqua calda mi avvolse, ma non riuscì a lavare via i pensieri. Durante la colazione, il ricordo riaffiorò con forza. Era successo ieri. Poco prima dell’esame. Mi vidi correre verso il Conservatorio, il fiato corto, i fogli sparsi sull’asfalto. E poi quel momento improvviso: lui. Calmo. Sorridente. Le mani tese verso di me. Il battito accelerato. Le guance…



