Il Silenzio dell’Isola

Ci sono momenti, sull’Isola che non c’è, in cui persino il vento smette di rincorrere le onde e si siede tra i rami della grande quercia a respirare piano.
È il momento in cui la notte smette di essere solo buio e diventa un mantello pesante, sotto il quale i Bimbi Sperduti cercano un calore che il mondo dei grandi ha dimenticato di dare loro.
Non ci sono orologi qui, ma si sente il ticchettio dei cuori che rallentano, mentre la stanchezza scivola sulle palpebre piccole.
Eppure, prima che il sonno arrivi a cancellare i brutti ricordi, le voci dei bambini si fanno sottili, quasi trasparenti, e galleggiano nell’aria della sera come scintille di fuoco fatuo. Cercano risposte. O forse, cercano solo la certezza che io sia lì a stringere la loro mano.
Le ombre della sera si allungano e, nel cerchio caldo della nostra radura, le domande iniziano a cadere come foglie d’autunno:
“Peter… perché gli adulti mentono?”
Perché a volte la verità
fa più paura del buio.
“Peter… ma tu arrivi sempre in tempo?”
No, piccolo.
Ed è questa la cosa che fa più male.
“Peter… ma si può morire di tristezza?”
Sapete una cosa, bambini?
A volte le persone continuano a respirare…
molto tempo dopo aver smesso di sentirsi vive.
“Peter… ho sonno…”
“Peter mi scappa la pipì…”
“Peter… mi racconti una storia?”
Certo…
Venite vicino a me, piccoli.
