C’erano una volta….

C’erano una volta donne…
donne forti, brillanti, libere.
Donne nate con il fuoco negli occhi,
con il vento nei capelli
e la voce di chi non ha paura di parlare.
Ma la libertà spaventa.
La forza inquieta.
E allora, le hanno piegate.
Con parole taglienti.
Con sguardi che ferivano più delle lame.
Con mani che non accarezzavano più,
ma trattenevano, stringevano, annientavano.
Hanno detto loro di sorridere meno.
Di parlare piano.
Di essere gentili, ma non troppo ambiziose.
Belle, ma non troppo visibili.
Intelligenti, ma senza farlo pesare.
Hanno chiesto loro di essere tutto,
ma mai troppo di qualcosa.
E quando hanno provato a volare,
hanno tarpato loro le ali,
accusandole di essere tempeste,
quando erano solo cieli che non accettavano confini.
Le hanno chiamate folli, streghe, isteriche.
Le hanno isolate.
Le hanno raccontate sbagliate.
Hanno fatto dei loro sogni un peccato,
delle loro passioni un difetto,
della loro rabbia una vergogna.
Ma c’è una verità che non si può soffocare:
che ogni donna che lotta
è una storia che brucia sotto la cenere.
E prima o poi, ogni fiamma trova ossigeno.
Ogni silenzio trova voce.
Ogni ferita trova luce.
Questa è la voce delle donne che non sono mai state ascoltate.
È la danza delle anime che non hanno mai smesso di cercare se stesse.
Non sono eroine.
Non sono cattive.
Sono ciò che resta quando il mondo pretende che tu sia altro.
E oggi, sono qui.
A raccontarsi.
A riprendersi lo spazio che è stato loro negato.
Non per vendetta.
Ma per memoria.
Perché ogni favola,
anche quella più buia,
merita di essere riscritta.
Maria Imalhe Gioui



