Diario - Galleria

Dietro lo Specchio

Questa non è la mia storia.
Ma, purtroppo, è la storia di troppe donne.

Questo video-racconto nasce per dare voce a chi per vergogna tace.
Rappresenta un percorso interiore, un racconto che spazia tra i momenti quotidiani e più intimi di una donna: la fiducia tradita, la quotidianità violata, le piccole abitudini che improvvisamente non le appartengono più.
Parla di paura, rabbia, delusione, vergogna: ferite invisibili che restano dentro, anche quando tutto sembra normale all’esterno.

È un problema attuale, venuto alla luce proprio in questi giorni.
Eppure tante donne non trovano il coraggio di denunciare, anche quando potrebbe esserci aiuto.

Ogni donna che osa parlare diventa voce per chi ancora tace.

Maria Gioui

Sai… non so nemmeno da dove cominciare.
Forse dal mattino. Dal mio solito mattino.
Il caffè troppo caldo, la camicia stirata in fretta, i capelli raccolti come sempre.
Piccole cose… banali… eppure erano solo mie.
Un giorno ho scoperto che non lo erano più.
Che qualcuno mi aveva rubato.
Non soldi, non oggetti…
Me!
Il mio corpo, la mia intimità, i miei momenti più fragili, il mio Io più profondo
C’erano foto mie in posti che non conoscevo nemmeno…
Scatti che avevo mandato per amore, per fiducia.
E poi altri scatti… scatti che io non ho mai fatto.
Mentre dormivo… Mentre mi lavavo…
Quando ero nuda non solo nel corpo, ma nella difesa.
Hanno preso anche quelli.
E sai cosa fa più male?
Che chi ci ha ferito é la persona che doveva proteggerci… amarci…
Che spesso arrivano a convincerti che la colpa è tua.
Che sei tu a essere sporca.
Che sei tu ad aver sbagliato a fidarti.
E allora ti chiudi.
Taci.
Cammini per strada con gli occhi bassi, come se tutti sapessero…
Dentro restano ferite lancinanti che non si vedono.
Ogni volta che mi spoglio davanti allo specchio, mi sento osservata da occhi invisibili.
Ogni volta che mando un sorriso, ho paura che qualcuno lo stia trasformando in un’arma contro di me.
Mi hanno tolto la leggerezza, la fiducia, la libertà di essere me stessa.
Non è giusto.
Non sono io la colpevole.
Non lo siamo mai state.
Sono loro. Sempre e solo loro.
Eppure… siamo noi a portare addosso la vergogna.
Lo dico a te, adesso, perché forse da sola non riesco a gridarlo.
Forse un giorno avrò voce.
E sai che ti dico?
Che quel giorno non sarà solo il mio.
Saremo in tante, insieme.
E allora il silenzio si spezzerà.
Non so quando accadrà, ma accadrà.

E finalmente la vergogna tornerà a chi l’ha sempre meritata:
a chi ha tradito la fiducia, a chi ha nascosto la crudeltà dietro un sorriso, a chi ha pensato di poterci spegnere.

Maria Gioui

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