LA PICCOLA FIAMMIFERAIA
L’ultima luce

Era una notte gelida.
Era la notte di Capodanno. E io stavo osservando da lontano una bambina piccola e fragile.
Una Piccola Fiammiferaia.
La neve cadeva piano. E le persone camminavano veloci senza guardarsi intorno. Lei invece restava ferma all’angolo della strada stringendo tra le mani una scatola di fiammiferi. Così piccola… che il mondo aveva già imparato a passarle accanto con indifferenza.
“Peter… ma aveva freddo?”
Sì, piccola. Quel freddo che entra piano nelle ossa quando nessuno si prende cura di te. La vidi accendere un fiammifero. E per un istante comparve una luce calda. Una tavola apparecchiata. Una casa piena d’amore. Capí che si sentiva sola. Intanto il mondo continuava a festeggiare… e la piccola fiammiferaia consumava i suoi ultimi fiammiferi per immaginare una vita più gentile della sua.
Il tempo di un respiro

Ogni volta che la fiamma si accendeva, il buio diventava un po’ meno nero. Ma i fiammiferi bruciano in fretta.
Durano il tempo di un respiro. E quando la luce si spegneva… il gelo tornava più forte di prima.
Gridava in silenzio, con gli occhi. Di fronte a un mondo sordo, che passava oltre senza guardare.
Lasciata sola. Indifesa. Come tutti i bambini invisibili, traditi dal silenzio di chi dovrebbe proteggerli.
Lei era solo un’ombra sul marciapiede. E il tempo scorreva.
Le luci della festa

La scatola era quasi vuota. Rimaneva solo cenere tra le dita, e il freddo che non si fermava.
Intorno, il rumore della festa diventava più forte. Le luci più accecanti. Ma per chi è invisibile, quel rumore è solo una condanna più grande.
È la solitudine dei bambini che nessuno vede. Anime fragili, lasciate a tremare nel buio della nostra indifferenza.
Nessun riparo. Nessuna carezza. Solo il silenzio spietato di una città che ha spento il cuore, mentre un’altra vita indifesa scivolava via, nell’ombra.
La scatola vuota

Quando arrivai da lei stringeva ancora quell’ultimo fiammifero spento tra le dita. Mi guardò piano. Non con paura. Il suo sguardo era spento, stanco… nessun bambino dovrebbe provare tutta questa indifferenza.
“Peter… era sola?”
Sì. Lasciata sola. Indifesa. Mentre il mondo intero le passava accanto. Questa è la forma più spietata di solitudine.
Quella notte le case erano piene di musica e risate. Ma tutti hanno girato la testa. Nessuno si accorse che una bambina si stava spegnendo nel freddo. Così la presi tra le braccia. E mentre la neve continuava a cadere… la Piccola Fiammiferaia si strinse nel mio abbraccio.
Spiccai il volo insieme a lei, dritti verso il cielo, lontano da quella strada fredda e indifferente.
La portai con me, dove il tempo si ferma e i bambini sanno solo sorridere.
E nell’Isola che non c’è… la Piccola Fiammiferaia non ebbe più freddo.
