PETER PAN
Il custode dei bambini perduti

C’era un bambino che non sopportava l’idea di diventare grande.
Non perché avesse paura del tempo.
Ma perché aveva già visto troppo dolore
negli occhi degli adulti.
Così iniziò a scappare.
Sempre più lontano.
Lontano dalle case.
Dalle regole.
Da tutte quelle persone che un giorno promettono amore…
e quello dopo imparano a dimenticarti.
Quel bambino rideva forte.
Correva veloce.
Faceva finta che il mondo fosse soltanto un gioco.
Ma i bambini che scherzano sempre, piccoli miei… a volte sono proprio quelli
che stanno cercando di non crollare.
Più passava il tempo… più quel bambino iniziava a raccogliere attorno a sé
altri bambini perduti.
Bambini troppo soli.
Troppo stanchi.
Troppo feriti per restare ancora nel mondo degli adulti.
Così costruì un posto dove nessuno fosse obbligato a crescere troppo in fretta.
Un posto pieno di stelle.
Di vento.
Di storie raccontate nel buio
per far addormentare la paura.
Però certi bambini imparano così bene a salvare gli altri…
da dimenticarsi di salvare sé stessi.
“Peter… ma quel bambino era felice?”
A volte.
Ma ci sono sorrisi che servono soltanto a nascondere il vuoto.
E quel bambino continuò a volare.
Notte dopo notte.
Cercando bambini da portare via prima che il mondo riuscisse a spegnerli del tutto.
Quel bambino…
ero io.
Peter Pan.
Seconda stella a destra

Nessuno chiede mai davvero perché io abbia deciso di restare per sempre nell’Isola che non c’è.
Tutti credono di conoscere già la risposta. Che sia per le stelle.
Per le avventure.
Perché non volevo diventare grande. Ma la verità…
è molto più triste.
A volte un bambino smette di sentirsi al sicuro nel mondo. E allora comincia a guardare il cielo
più spesso delle persone. Io lo facevo sempre. Restavo sveglio la notte osservando le finestre illuminate da lontano. Sentivo le risate.
Le favole della buonanotte.
Il rumore delle case piene d’amore. Ma c’era un pensiero fisso che mi faceva davvero tanto male… Non tutte le case sanno essere una casa davvero.
Ero solo. Così solo che a un certo punto smisi perfino di aspettare che qualcuno venisse a cercarmi.
E così una notte volai via. Perché a volte per salvarsi bisogna imparare ad andarsene da soli.
Cercai un posto dove il dolore facesse meno rumore. Dove poter dormire senza paura.
E quando finalmente vidi quella stella…
capii che forse esistevano ancora luoghi capaci di accogliere i bambini perduti.
Seconda stella a destra…
e poi dritti fino al mattino.

