Diario di Victoria Stone

Victoria Stone – Pag. 3

Quella notte, quando la tensione si era finalmente dissolta, decisi di rifugiarmi alla Fuente Blanca, un luogo tranquillo dove potevo assaporare un po’ di libertà.

La brezza notturna e il cielo stellato furono l’unico conforto in una realtà sempre più intricata.

Il giorno successivo, decisi di contattare il Dottor Mortarion, che aveva lanciato una serie di enigmi e misteri nella mia vita.

Lo chiamai al telefono, desiderando comprendere meglio cosa intendesse con le sue parole criptiche della sera prima. In poco tempo, inviò due uomini a prendermi. La mia vita sembrava una serie infinita di eventi straordinari e inconcepibili.

Il Dottor Mortarion mi svelò una verità scioccante: non ero sola al mondo, avevo un fratello di nome Collins, un poliziotto.

Fece una telefonata e poco dopo arrivarono due individui sinistri, Adam Spencer e suo fratello, che mi rivelarono che mio fratello era un poliziotto corrotto e un loro carissimo amico. Non potevo più tornare ad Alcatraz, la mia unica possibilità di sopravvivenza era collaborare con il Dottor Mortarion.

Avrei dovuto lavorare per lui, aiutare Adam Spencer e continuare il lavoro iniziato da mio fratello. Il Dottor Mortarion mi affido al Signor Spencer, lo stronzo per eccellenza!! Mi urtava sentire la sua voce chiamarmi Bambolina!! Ma porca miseria!

Mi portarono in un luogo chiamato Forum Drive, nel loro ghetto, dove Adam Spencer mi spiegò brutalmente che mio fratello Collins era stato ucciso e mi disse che per aiutarli avrei dovuto continuare il lavoro iniziato da Collins, lui in cambio mi avrebbe aiutata a vendicarmi della morte di mio fratello. Era un uomo insopportabile, e il suo atteggiamento dispregiativo mi faceva bollire il sangue. Continuava a chiamarmi con quel “Bambolina”…. la voglia di spaccargli il manganello tra i denti era forte!

Volevo sfogare la mia rabbia su di lui, ma avevo bisogno di proteggermi e di scoprire la verità sulla morte di mio fratello, quindi accettai di lavorare per lui.

Mi disse di memorizzarlo nel mio cellulare come “RE”. Quella richiesta, così arrogante, mi fece fremere di rabbia, ma ero costretta a obbedire. Mi portarono quindi in centrale, dichiarando che mi avevano salvato da un’aggressione da parte di alcuni detenuti fuggiti e che stavo inseguendo. Era una bugia che dovevo sostenere per sopravvivere e per scoprire la verità.

Iniziai a prestare servizio come poliziotta, sotto lo sguardo attento del capitano. La mia vita era cambiata drasticamente, ora mi ritrovavo coinvolta in un gioco pericoloso con il Dottor Mortarion, Adam Spencer e la verità sulla morte di mio fratello che rimaneva ancora nascosta.