Diario di Victoria Stone – Pag. 10

Buongiorno amico mio Silenzio, mi segui anche qui nella nostra Casa, nella quiete di questa stanza.
Questa mattina, mentre il sole sorgeva timido all’orizzonte, ho preso in mano il mio diario, sentendo la necessità di liberare la mente da tutto ciò che mi opprime.
Vendetta… Morte… Famiglia… Amore… Casa… Queste parole danzano nella mia mente come i fantasmi del mio passato, ma oggi è diverso.
Oggi ho conosciuto l’assassino di Collins…. un colpo al cuore che ha risuonato nella mia anima. Tu, maledetto tu… Ma ora devo tenere la calma, devo essere lucida, devo ragionare….
Poi ad un tratto quella figura…. quell’uomo, sporco e trasandato, barcollava per Forum Drive, la sua figura emanava un odore nauseante, un misto di sudore stantio e alcol che aleggiavano nell’aria.
Era chiaro che non si reggeva in piedi, le sue parole erano un gemito incoerente.
Adam si avvicinò a lui gli chiese cosa volesse, il barbone rispose con una richiesta quasi sussurrata, cercava erba.
In quel momento, qualcosa in me si ruppe.
Ricordai chi era quell’uomo, la sua voce si insidiava nelle mie orecchie, nella mia mente, iniziò a battermi forte il cuore, un dolore lancinante sotto il seno come se la mia cicatrice si fosse riaperta… il male che aveva fatto… le ferite che mi aveva inflitto.
Chiamai Adam in disparte e balbettando gli dissi chi era quel barbone…. era l’uomo che aveva provato a rubare la mia innocenza, l’uomo che mi aveva causato quelle ferite profonde.
Era il responsabile di tanta sofferenza e ora era davanti a noi…..
L’abbiamo portato fuori dal ghetto… nel capanno abbandonato, ogni passo che facevamo, sentivo la tensione crescere.
Non potevo permettere che quell’uomo mi sfuggisse ancora… non potevo permettere che facesse del male a qualcun altro.
Lì, nel buio del capanno, ho affrontato il barbone, i ricordi della mia sofferenza e di tutto quello che mi aveva causato mi hanno dato la forza di andare avanti.
E ora… ora giace da qualche parte all´inferno.
Ho scritto la parola “fine” su quella pagina oscura, ma le ferite rimangono.
Ho promesso ad Adam che non ci penserò più, anche se so che sarà difficile. Finalmente ho chiuso il capitolo del mio passato. Sì, ne porterò sempre i segni, ma da oggi in poi sarà diverso.
Famiglia… Oggi so cosa significa avere una vera famiglia.
Sono stata una piccola solitaria per così tanto tempo, sempre in cerca di affetto ma sempre con la paura di ulteriori abbandoni. Ho respinto tutte le famiglie che avevano cercato di avvicinarsi a me, sono scappata da ognuno di loro… ma ora ho loro, la mia famiglia. Questa sera siamo qui, in questa spiaggia, io, il mio Adam, e poi ci sono Aiden e Nick. Abbiamo festeggiato intorno al fuoco come una vera e propria famiglia. Mi sono sentita accolta e amata come mai prima d’ora.
Casa
E poi siamo tornati al ghetto, Adam mi ha stupito ancora una volta. Mi ha consegnato le chiavi della casa in cui è cresciuto, l’ha sistemata per me, l’ha trasformata nel mio castello, la mia casa. Finalmente ho un luogo tutto mio in cui stare, un rifugio dove posso essere me stessa senza paura.
Mio caro amico Silenzio, oggi è un giorno di rinascita. La vendetta è stata ottenuta, la morte è stata affrontata e l’amore e la famiglia sono entrati in pieno nella mia vita.
Ora, è tempo di guardare avanti… é tempo di VIVERE!


