Diario di Aletea – pag. 6

Sfogo
Le parole mi si stringono in gola mentre cerco di riversare su queste pagine il mio disappunto per la mancanza di rispetto che ho subito ancora una volta. Syndra e D, che si professano miei legami di sangue, dimostrano un’insolenza disarmante, una mancanza di considerazione che taglia profondamente le mie radici familiari. La tristezza si insinua nelle pieghe della mia anima, mentre la rabbia rugge come un fiume in piena, travolgendo la mia serenità.
Le parole di Syndra, quelle che osano negarmi persino il diritto di parlare, come se non fossi altro che una straniera, svelano una mancanza di empatia che mi ferisce nell’intimo. Certe volte sono una lupa solitaria, è vero, ma la mia essenza non è meno reale, meno viva. Non è solo la mia natura a definirmi, ma anche la forza del mio spirito e la nobiltà del mio cuore.
Desidero ardentemente che tutti possano comprendere il dolore che mi lacera l’anima, l’impotenza che si insinua in me di fronte a questo ennesimo attacco. Ricordo con lucidità il giorno in cui ho rivolto a mio padre Lorien una promessa solenne: sarei rimasta al suo fianco nel villaggio, ma non avrei tollerato ancora a lungo gli affronti e le ingiustizie dei miei fratelli. Mi aspettavo che quelle parole avrebbero spinto i cuori verso un cambiamento, ma il tempo ha dimostrato che nulla è mutato, se non per il peggio.
Ma non è solo questo ad affliggermi.
C’è un’altra ferita, nascosta tra le pieghe dell’ombra. Ho scoperto, con un dolore inaspettato, che Earag custodisce segreti che mai ha condiviso con me. La promessa di sincerità e di totale apertura che ci eravamo scambiati sembra svanita, mentre mi trovo a scrutare i suoi occhi che si perdono in un’oscurità.
Vederlo in disparte con Arlo, mi genera un’angoscia che si annida nel mio petto, rendendomi nervosa.
Tuttavia, anche se le lacrime insidiano le mie palpebre e la tristezza mi opprime come un’ancora invisibile, ho deciso di non permettere agli altri di scorgere la mia vulnerabilità. La mia determinazione a non soccombere è una fiamma ardente che risplende nel buio.
Continuerò a combattere, a cercare una via d’uscita, perché il rispetto e l’amore sono diritti che tutti meritiamo, compresi io stessa.
Spero con tutto il cuore che un giorno le cose possano davvero cambiare, che i nodi che soffocano il nostro legame possano sciogliersi, e che possiamo trovare la pace e l’armonia all’interno della nostra famiglia. Nonostante tutto, non permetterò che la tristezza mi schiacci definitivamente. La mia anima selvaggia, forte e indomita, non si piegherà di fronte a queste avversità.




