Diario di Aletea – pag. 14

Il nostro branco cresce….
Una sera di parecchie lune fa mi trovavo a Volantis con la mia Gilda, dovevamo parlare con Enrique e cercare di capire il perchè dei suoi comportamenti scorretti nei confronti di Karol.
Fui avvicinata da Zefiro uno dei miei fratelli draconidi, era in compagnia di un elfo il suo nome era Ilfanon ma tutti lo chiamavano Il. Ilfanon mi raccontò che era scappato dall’accampamento dei selvaggi di Thalion o meglio Blu la volpe, mi raccontò dei maltrattamenti ricevuti e mi chiese se potevo essere io la sua guida, chiamai Earag e glielo presentai e decidemmo di accoglierlo sotto la nostra guida e protezione. Earag chiese a Klaus se potevamo portarlo con noi all’accampamento e Klaus acconsentì. Adesso avevamo una bella responsabilità, dovevamo capire se in lui c’era un vero selvaggio, dovevamo allenarlo fisicamente e mentalmente, dovevamo prepararlo al suo risveglio. Earag divenne il suo maestro per quanto riguarda i combattimenti, lo allenava tutti i giorni, io lo allenavo mentalmente e spiritualmente. Ad aiutarci c’erano tutti i nostri fratelli di Gilda e tutti avevano accolto Ilfanon con affetto, decidemmo di dargli un nuovo nome con il suo consenso lo chiamammo Elwing.
I giorni passavano ed Elwig dava ottimi risultati.
Arrivò il grande giorno: il suo risveglio in elfo selvaggio.
Non riuscivo a trattenere l’emozione, ero nervosa, impaurita… il mio primo risveglio anzi il nostro primo risveglio, io ed Earag lo avremmo risvegliato insieme, il nostro primo figlio… che strano… solo pensare di avere un figlio. Avevo paura di non vederlo risvegliare, mi ero già affezionata a quel cucciolo di elfo.
Decisi di risvegliarlo al Tempio dentro il nostro accampamento, volevo che a circondarci fossero i nostri fratelli, volevo che da subito Elwing riconoscesse i nostri fratelli, la nostra famiglia allargata. Io ed Earag eravamo al centro del Tempio e lui in mezzo di fronte a noi, il rituale ebbe inizio e tutto andò a buon fine: Elwing si era risvegliato in Elfo Selvaggio!
Di sicuro non farò l’errore di mio padre, non lo abbandonerò mai!
Sembra davvero un bravo figlio, Earag continua ad allenarlo e io mi diverto a guardarli combattere. Mi piace guardarli lottare, ridere e scherzare insieme, sono meravigliosi.
Earag è un bravo padre ed Elwing un bravo figlio.
Sono felice.
** La crescita del branco**
Una sera di parecchie lune fa, mi trovavo a Volantis con la mia Gilda. Dovevamo parlare con Enrique e cercare di capire il motivo dei suoi comportamenti scorretti nei confronti di Karol.
Fui avvicinata da Zefiro, uno dei miei fratelli draconidi, era in compagnia di un elfo di nome Ilfanon, ma tutti lo chiamavano Il.
Ilfanon mi raccontò la sua storia, di come fosse scappato dall’accampamento dei selvaggi di Thalion, o meglio da Blu la volpe. Le sue parole erano intrise di dolore e disperazione, descrivendo maltrattamenti e sofferenze che aveva subito.
Senza esitazione Ilfanon chiese se potessi essere io la sua guida. Chiamai Earag e glielo presentai. Guardammo negli occhi Ilfanon e comprendemmo che aveva bisogno del nostro aiuto. Decidemmo di accoglierlo sotto la nostra guida e protezione offrendogli rifugio nel nostro accampamento.
Earag parlò con Klaus, il leader dell’accampamento, ottenendo il permesso di portare Ilfanon con noi. Adesso avevamo una grande responsabilità. Dovevamo capire se in lui c’era un vero potenziale selvaggio, dovevamo allenarlo fisicamente e mentalmente, prepararlo al suo risveglio come elfo selvaggio.
Earag divenne il suo maestro per quanto riguarda i combattimenti impegnandosi a trasmettergli le arti di un vero guerriero selvaggio e la connessione con la natura. Io mi dedicai ad allenarlo mentalmente e spiritualmente aiutandolo a trovare la sua vera natura selvaggia.
La nostra comunità accettò Ilfanon a braccia aperte, dimostrando affetto e solidarietà verso il nuovo arrivato. Tutti di comune accordo decidemmo di dargli un nuovo nome, una nuova identità, con il suo consenso, lo chiamammo Elwing un nome che evocava la bellezza e la forza della natura selvaggia.
I giorni passavano ed Elwing dimostrava di essere un bravo combattente. Era disciplinato e sempre desideroso di apprendere, la sua crescita era un motivo di orgoglio per tutti noi.
Arrivò il grande giorno per Elwing: il suo risveglio in elfo selvaggio, non riuscivo a trattenere l’emozione. Io ed Earag eravamo pronti ad accoglierlo nella nostra famiglia e a vederlo rinascere come un vero elfo selvaggio. Era il nostro primo risveglio, l’ansia e l’emozione si percepivano nell’aria.
Decidemmo di risvegliarlo al Tempio, nel cuore del nostro accampamento, circondato dai nostri fratelli di Gilda. Volevamo che Elwing riconoscesse la sua nuova famiglia fin dall’inizio. Io ed Earag eravamo al centro del Tempio e lui si trovava di fronte a noi. Il rituale iniziò, e mentre le parole sacre riempivano l’aria, tutto sembrava sospeso nel tempo.
Poi, l’incredibile accadde: Elwing si risvegliò come elfo selvaggio! La luce nei suoi occhi cambiò riflettendo la connessione con la natura e la forza interiore che aveva trovato. Era un momento di gioia e di rinascita, una nuova pagina nella sua vita e nella nostra.
Da quel giorno in poi la storia del Branco di Earag, Aletea ed Elwing prese forma, la famiglia cresceva, la forza degli elfi selvaggi si diffondeva intorno a loro, nutrendo il loro spirito e il loro legame eterno. La loro unione era stata benedetta dalla foresta stessa e l’amore che li legava era più forte di qualsiasi legame di sangue.
Le emozioni di felicità mi inondavano, sorridevo felice mentre vedevo Elwing allenarsi con Earag ogni giorno. Era meraviglioso osservarli ridere e scherzare insieme, vedere come il legame tra padre e figlio cresceva sempre di più.
Gli feci una promessa solenne “io e Earag ti accogliamo come nostro figlio. Ti promettiamo che non ti abbandoneremo mai, che saremo sempre al tuo fianco. Non permetteremo che tu passi ciò che noi abbiamo passato con nostro padre. Siamo e saremo la tua famiglia, per sempre.”
Earag si rivelò un bravo padre, ero orgogliosa di lui e lo amavo ogni giorno sempre di più.
La felicità riempiva il mio cuore sapevo che avevamo trovato il nostro posto nel mondo e che questa famiglia era la nostra più grande ricchezza. Insieme, avremmo affrontato tutto con coraggio e amore, pronti a vivere ogni giorno con gratitudine per la benedizione di avere Elwing come figlio.


