• Elisabeth Lawrence

    L’Ufficio Candidature

    Capitolo 7 Erano passati un paio di giorni da quando l’avevo vista allontanarsi verso la collina.Mi era rimasta addosso quella sensazione strana, come qualcosa di incompiuto che continuava a tornare nei momenti più inattesi. Avevo ricevuto una chiamata dall’ufficio candidature: mancava un documento per completare la pratica. Era una seccatura burocratica! Mentre mi dirigevo verso il palazzo comunale scorsi da lontano Elisabeth che camminava verso il molo. L’impulso di seguirla fu quasi irresistibile, ma dovevo sbrigare quella faccenda. Entrai nell’ufficio della signora Higgins con i sensi tesi e i movimenti bruschi di chi ha la testa già altrove, preoccupato solo di non perdere la sua scia. «Ecco il documento, signora…

  • Note di Gusto

    L’Armonia dei Sensi: nasce “Note di Gusto”

    L’incontro tra l’Oro Liquido e il Nettare della Vite Avete mai fatto caso al profumo che sprigiona un semplice filo di olio extravergine d’oliva? E a quello di un buon vino appena versato nel calice? È un momento di felicità pura, una tensione sensoriale che sa di terra, di sole e di eccellenza. Sono Maria G e vi do il benvenuto in Note di Gusto, una rubrica pensata per chi ama vivere la tavola come un’esperienza sensoriale completa. Qui non si leggono etichette: si interpretano emozioni. Al centro, un dialogo raffinato tra due protagonisti assoluti, l’olio EVO e il vino, capaci, insieme, di trasformare ogni piatto in un racconto. Perché…

  • Diario - Galleria

    8 marzo 2026

    La mimosa ferita Ogni mattina, durante la mia passeggiata quotidiana, passo davanti a quest’albero di mimose e mi fermo a osservarlo. Da qualche tempo avevo notato che i suoi rametti, colmi di mimose di un giallo meraviglioso, erano diventati sempre più spogli. E sapevo anche perché. Li avevo visti… Persone che, senza alcun rispetto, strappavano i rami con forza per portarsi via qualche mimosa. Stamattina l’ho guardato ancora. E le ferite erano ancora più evidenti. Rami spezzati, tranciati con violenza, fino a deturpare l’albero. A terra, qualche fiore giallo abbandonato. Come se la bellezza fosse qualcosa da prendere e poi dimenticare. Mi sono fermata a guardarlo. Quel tronco ferito, quei…

  • Diario - Galleria

    Tra ponte e soglia

    07 marzo 2026 Scese dall’auto come chi lascia alle spalle la vita di tutti i giorni per entrare in un mondo solo suo. Davanti a lei si stendeva un ponte lungo di pietra, sospeso tra le nuvole e il mare. Sotto, l’acqua era di un azzurro così intenso che pareva catturare il cielo e rifletterlo senza sforzo. Un mare calmo, perfetto, eppure quell’altezza le strinse il cuore in un nodo di paura. Fece un passo, esitò. Il ponte sembrava chiamarla, ma il vento e il vuoto sotto i piedi le parlavano di fragilità. Tornò indietro. Non era pronta. Non quella via, almeno non ora. Volse lo sguardo e vide una…

  • Diario - Galleria

    Il valore non fa rumore

    dal diario del 18 febbraio 2026 A volte l’insicurezza non nasce dall’incapacità.Nasce dall’importanza. Più qualcosa conta, più tremano le mani.Più desideriamo essere all’altezza, più temiamo di non esserlo. C’è una frustrazione silenziosa che pochi raccontano:quella di sentirsi sempre un passo indietro rispetto agli altri.Di temere la scena muta.Di immaginare il momento in cui le parole si fermano e il silenzio pesa. Ma il silenzio non è vuoto.È solo un respiro. Il valore di una persona non si misura nella fluidità di una risposta.Non si misura nell’assenza di paura.Non si misura in un’esitazione. Si misura nella presenza.Nell’impegno.Nel continuare a camminare anche quando il terreno sembra friabile. L’insicurezza non è il contrario…

  • Diario di Elysia Mistwood

    Il Silenzio dopo l’Urto

    Capitolo 4 Il risveglio ebbe il sapore amaro e metallico del tempo perduto. Elysia riaprì gli occhi in una stanza che non le apparteneva, un perimetro asettico dove le pareti, di un bianco abbacinante e privo di anima, sembravano premere contro il suo spirito. L’aria esalava un odore pungente di disinfettante e rassegnazione, un’assenza di respiro così profonda che ogni suono giungeva ovattato, come se provenisse dal fondo di un oceano dimenticato. Non sapeva da quanto tempo fosse rimasta prigioniera di quel limbo senza sogni, un sonno protettivo in cui la sua mente si era rifugiata per sfuggire al fragore di un mondo andato in pezzi. L’incidente aveva spezzato il…

  • Diario di Elysia Mistwood

    Il Battito del Tempo: Il Passaggio del Testimone

    Capitolo 3 Quella sera, un’oscurità invernale avvolgeva la casa, densa e silenziosa, come un velo pronto a essere sollevato. Fu allora che la nonna mi prese per mano: le sue dita erano calde e sottili, una guida rassicurante che mi conduceva verso la soffitta non come verso un luogo fisico, ma come verso una promessa che attendeva di essere svelata. Oltre una soglia di legno intagliato, i cui fregi parevano sussurrare segreti antichi per proteggere l’incanto di quel mondo, si schiuse un luogo dove il tempo non osava scorrere, ma restava in attesa, soffuso e solenne. In quella penombra, la mia giovane anima percepì per la prima volta che la…

  • Diario - Galleria

    6 gennaio 2026

    La Befana porta doni ai bambini buoni e carbone a quelli ‘cattivi’. È una festa di bilanci: di ciò che arriva, di ciò che resta, di ciò che pesa… Da questo bilancio prende forma questo calice. Il vino non è un brindisi, ma ciò che rimane dopo il rumore, quando le luci si spengono e resta solo la verità delle cose. Il mio 2025 si è chiuso con una perdita enorme: mio padre. Un carbone che brucia e pesa, ma che fa parte della mia storia tanto quanto l’amore che mi ha lasciato. Andare avanti non significa dimenticare; significa imparare a camminare diversamente, sapendo che alcune presenze non scompaiono: cambiano…

  • Il mio mondo tra vino e parole

    La Verticalità del Tempo:

    Aglianico, Taurasi e la Risonanza del Patriarca “Analisi sensoriale e narrativa di un’eredità storica“ Tutto ebbe inizio dopo la lezione sull’Aglianico. Sentir parlare del “Patriarca” mi aveva subito incuriosita e, mossa dal desiderio di fissare quell’emozione e lasciare un racconto duraturo nel tempo, iniziai a scrivere sul mio quaderno: L’Attesa del Patriarca L’idea di ritrovarmi dinanzi a te mi emoziona e va oltre la semplice ammirazione. Tu non sei solo una vite, sei il testimone silente di una storia intera, un ponte vivo con l’epoca in cui la fillossera era solo un’ombra lontana. Le tue radici, così profonde, sono ancorate non solo a questa terra Irpina, ma alla memoria genetica…