Diario di Aletea – pag. 1

“Il Grande Risveglio”
Sono passate parecchie Lune dal mio grande risveglio, da quel momento in cui ho aperto gli occhi e mi sono trovata in un luogo sconosciuto, circondata da volti estranei. Ancora ricordo la confusione e il senso di smarrimento che mi pervadeva. Non sapevo chi fossi, né come fossi arrivata lì.
Nella mia mente tanta confusione:
“… dove mi trovo?!?!?
Cosa sono questi strani alloggi?
Quanta luce!!! Mi fanno male gli occhi.
Che posto è questo?
Chi sono queste persone intorno a me? Perché alcuni sono diversi da me?”
Ricordavo solo il nome… Shalendra Aletea Ashbane.
Le prime cose che ho notato erano le mie orecchie a punta, un tratto distintivo che mi differenziava dagli altri. Guardandomi intorno, vedevo persone con caratteristiche diverse: alcuni avevano strane protuberanze che sporgevano dal capo, mentre altri sembravano appartenere a popolazioni diverse dalla mia.
Tutto sembrava così nuovo e affascinante, ma al contempo confuso.
In quella stanza luminosa conobbi Earag, Karlyle ed Echo, anche loro con le orecchie come le mie, Arlo, Kappone e Liam, “li etichettavano Originari”, Salasar, Toracas, Prince e Pay, loro avevano delle corna in testa e scaglie sulle loro braccia, tutti appartenenti alla dinastia dei Draconidi”.
Uscimmo da quella stanza e ci trovammo dinanzi ad un’enorme costruzione circondata da mura maestose ed un enorme portone.
Mentre percorrevo le strade di ciò che viene chiamata “La Cittadella” mi sentivo osservata, come se gli sguardi curiosi di coloro che incrociavo scrutassero la mia presenza, qualcuno mi chiamava orecchie a punta….
Alcuni originari del posto ci suggerirono di dirigerci verso la Biblioteca, un luogo di sapere e conoscenza.
Tra i suoi vasti scaffali scoprii libri che parlavano della mia dinastia elfica e della nostra casa, chiamata Pietraforata.
È grazie a quei libri che ho iniziato a comprendere le mie origini e a familiarizzare con le abilità che possiedo come Elfa.
I miei nuovi amici e i miei fratelli di risveglio mi hanno aiutato a orientarmi in questo mondo, insegnandomi come lavorare i materiali, procurarmi il cibo e utilizzare una strana invenzione chiamata radio. Insieme, abbiamo iniziato ad esplorare le terre circostanti, affrontando sfide e avventure che ci hanno reso più forti e uniti.
Con loro ho condiviso le prime esperienze in questo mondo sconosciuto, trovando un senso di appartenenza e comprensione reciproca.
Sento che questo mondo mi sta lentamente svelando i suoi segreti. Sono pronta ad affrontare tutto ciò che mi attende, a scoprire il mio ruolo….






