Al tramonto…
David – Capitolo 5

Quella stessa sera, mentre camminavo per le vie del centro, la mia mente tornava ostinatamente a quel “grazie” gridato sulle scale. Mi fermai un istante sotto un tramonto dai colori caldi, quasi oro antico e profondo, che avvolgeva le facciate dei palazzi in un riflesso ambrato. Fu proprio allora che la vidi.
Elisabeth camminava sottobraccio a una signora elegante, una figura dal portamento fiero che sembrava guidarla con naturale dolcezza. Tra loro c’era un’armonia spontanea: i passi si muovevano nello stesso ritmo, come se seguissero una musica silenziosa che le rendeva una cosa sola, quasi estranee al fluire lento e distratto della città a quell’ora del giorno.
Mi fermai sotto le arcate di un porticato, dove la penombra si addensava appena oltre il riverbero dorato che accarezzava la strada. Da lì le vidi passare. Da loro emanava una gioia così limpida che mi colpì come una sferzata di vita pura; una vitalità quasi prepotente, capace di far vibrare l’aria dorata intorno ai loro passi. Rimasi a guardarle con una sorta di fame silenziosa, avvertendo quanto quel calore fosse ferocemente lontano dal silenzio opaco in cui mi ero abituato a vivere.
Le seguii con lo sguardo finché non divennero soltanto due sagome in lontananza, mentre risalivano verso la parte alta della città. Il suo nome, Elisabeth, aveva già trovato posto nei miei pensieri, incastrato tra i battiti del cuore. Continuai a fissare quella macchia di colore e grazia che svaniva tra i grandi alberi della collina, sentendo dentro di me una pace strana, quasi dimenticata, e un silenzio accogliente che non provavo da anni.


