Diario di Aletea – pag. 5

Il Branco
Non tutti i giorni sono spensierati e felici per me… Anzi, ultimamente direi proprio che la mia unica felicità si concentra in un’unica direzione: il mio branco, io ed Earag.
Ma torniamo indietro a qualche luna fa!
Il branco, l’essenza di noi selvaggi! Come dovrebbe essere? Come è diventato? Analizziamo tutto questo, forse scrivendo mi aiuterà a comprendere meglio la situazione che si è creata intorno a me.
Un tempo, il branco rappresentava l’unità, la forza indistruttibile che fluiva tra di noi. Eravamo una famiglia, legati da un profondo senso di appartenenza ciò che ci univa era il reciproco sostegno e il rispetto.
Ma qualcosa è cambiato. Non riesco a capire quando e come sia successo, ma le fondamenta del nostro branco sono state scosse. L’armonia che una volta pervadeva il nostro territorio è stata sostituita da tensioni, divisioni e ingiustizie.
Non posso negare che il dissenso abbia sempre fatto parte della vita di un branco, ma ora sembra che sia diventato un abisso incolmabile. Le divergenze di opinione sono diventate una guerra aperta, in cui le parole feriscono più delle lame.
Mi chiedo se sia colpa mia, se la mia schiettezza e la mia onestà siano diventate un ostacolo insormontabile. Ho sempre creduto che la verità e il coraggio fossero virtù da preservare, ma ora mi sembra che siano diventate armi contro di me.
Da sempre, la mia vita era stata intrecciata con quella del branco, come foglie che si fondono nella stessa corrente. Ci siamo sempre protetti a vicenda, ci siamo sempre sostenuti senza esitazioni.
Ma qualcosa stava cambiando, e lo sentivo nell’aria. L’equilibrio che avevamo instaurato nel branco stava vacillando, e la serenità che avevamo condiviso sembrava sfumare come il riverbero del sole al tramonto. La mia anima si stringeva al solo pensiero che la nostra armonia si potesse rompere.
Dapprima erano stati solo piccoli segnali, parole sussurrate, sguardi appena percettibili. Poi, come il crescente fruscio del vento, si erano intensificati. Incomprensioni, gelosie, rivalità. Avevo notato come alcuni membri del branco guardassero Earag, il mio fedele compagno, con occhi diversi. Era stato emarginato e criticato per il suo coraggio di dire ciò che pensava. Eppure, per me, quella sincerità era una delle sue qualità più preziose.
Pian piano, l’amicizia tra i membri del branco aveva iniziato a incrinarsi, e ciò che un tempo era considerato una famiglia, si era trasformato in un gruppo diviso da segreti e invidie. Per un po’, ho cercato di ignorare queste dinamiche, sperando che si risolvesse da sé. Ma il mio cuore era in tumulto, e il senso di isolamento cresceva ogni giorno di più.
“Nel cuore della maestosa foresta elfica, un branco si muoveva con agili passi tra gli alberi millenari. Guidati da un nobile elfo guerriero, i membri del branco camminavano in perfetta armonia, come un’unica entità vivente. I loro passi leggeri lasciavano solo lievi impronte sulla morbida terra, mentre i rami degli alberi intrecciavano le loro foglie sopra di loro, creando un tetto verde che proteggeva la loro avanzata.
Le orecchie acute degli elfi selvaggi catturavano ogni sussurro della foresta, permettendo loro di percepire i più remoti segnali del pericolo o della presenza di prede. Con la loro visione acuta e i riflessi veloci, i membri del branco erano temuti come spettri nella notte, capaci di muoversi silenziosamente tra le ombre.
Il branco si riuniva attorno a un grande albero, il cuore del loro territorio. Lì discutevano le strategie di caccia, condividendo le loro conoscenze e intuizioni. C’era un legame profondo tra gli elfi selvaggi del branco, un’intesa telepatica che andava oltre le parole. Si comunicavano attraverso sguardi, leggendo i pensieri l’uno dell’altro e anticipando le azioni.
Insieme, affrontavano le sfide della foresta, cacciando in gruppo per assicurarsi che nessun membro del branco fosse lasciato indietro o in pericolo. Si proteggevano a vicenda, come una famiglia di guerrieri. Ogni individuo del branco aveva un ruolo specifico e un compito da svolgere, creando una sinergia che li rendeva invincibili.
Il branco elfico selvaggio era una forza indomabile, una forza della natura che proteggeva la foresta e i suoi abitanti. Attraverso il loro legame profondo e la loro abilità nel combattimento e nelle cure, gli elfi selvaggi mantenevano l’equilibrio di Madre Natura.”
Cosa avrei voluto realmente scrivere parlando dei miei fratelli… di quello che dovrebbe essere il mio branco…. cosa invece è realmente accaduto:
Nessuno capisce, nessuno ha mai capito. Sono stanca di essere giudicata, di essere il capro espiatorio per tutto ciò che va storto. Perché si voltano tutti contro di me? Tutto ciò che ho fatto è stato per proteggerli, per proteggere la nostra terra. Ma sembra che nessuno voglia accorgersene.
Mi accusano di ogni male, anche di ciò che è accaduto a Lorien. Ma non è così! Preferiscono scaricare tutte le colpe su di me. Nessuno ha il coraggio di ammettere che abbiamo sbagliato insieme. No! La colpa è solo mia e di Earag. Sì, anche lui emarginato dal branco. Ma perché? Solo perché aveva il coraggio di dire la verità in faccia, senza filtri.
Fino ad arrivare a quella sera… quella maledetta sera in cui Sel, uno dei fratelli maggiori, chiamò tutti i membri del branco per decidere il mio destino. Il mio cuore batteva all’impazzata mentre affrontavo lo sguardo inquisitore dei miei fratelli e sorelle.
Quel momento segnò un punto di svolta nella mia vita.
Le parole che sentii, taglienti come lame, mi ferirono profondamente. La voce di Sel si alzò per chiedere se dovevo essere bandita dal branco. Lo shock mi bloccò, e le lacrime si affollarono agli angoli dei miei occhi. Ma come posso dimenticare il confronto in cui sono stata paragonata a una mela marcia, destinata ad essere gettata come spazzatura? E l’accostamento ad un lupo che decide di abbandonare il branco perché si sente inferiore? Ma non ero sola. Earag era al mio fianco, la sua mano avvolta intorno alla mia, con un’aura di determinazione intorno a lui.
Fortunatamente, non tutti nel branco pensavano allo stesso modo. C’erano ancora coloro che capivano la mia schiettezza, la mia passione per la natura selvaggia che circondava le nostre vite.
Era difficile ignorare gli sguardi di delusione e le parole di disgusto che mi venivano rivolte. Mi sentivo come una straniera nel mio stesso branco.
Da allora, le frecciatine, le cattiverie e il disprezzo hanno continuato a fioccare come la pioggia in una giornata grigia. Ma nonostante tutto, non mi sono arresa.
Ho deciso di restare nel villaggio, di difendere ciò in cui credo e di proteggere la nostra terra ed Earag, anche se questo significava camminare da soli in questa battaglia.
Scrivendo tutto questo nel mio diario, le mie emozioni si mescolano come acque tumultuose. Spero che mettere in parole i miei pensieri mi aiuti a comprendere meglio la situazione che si è creata intorno a me.
Il branco che un tempo era un rifugio sicuro si è trasformato in un campo di battaglia emotiva.
Ma c’è una fiamma di speranza che brucia nel mio cuore ed è Earag, lui è stato sempre al mio fianco, il mio alleato in questa lotta contro l’ipocrisia e la falsità. La nostra connessione è profonda e indissolubile, e so di poter contare su di lui in ogni momento.
Inoltre accanto a me c’è anche mio fratello Elden, un’anima gentile e pura che, purtroppo, sembra essere cieco di fronte alla cattiveria che mi circonda. Non riesce a vedere quanto male mi stiano facendo, ma so che il suo cuore è pieno d’amore e buone intenzioni. Posso sempre contare su di lui, anche se a volte vorrei che vedesse la verità come la vedo io.
E poi c’è Elaine, lei non lascerà mai la mia mano. Lei è come un faro di sostegno e affetto in questo mare tempestoso di ingiustizia.
Ho il loro sostegno, ma soprattutto c’è lui il mio unico e grande motivo per andare avanti a testa alta: Earag, insieme affronteremo le sfide che il destino ci pone davanti.
Finché avrò il mio branco con lui, avrò la forza per affrontare qualsiasi prova.
La nostra determinazione accenderà la fiamma della verità per ripristinare l’armonia che un tempo dominava nel nostro mondo selvaggio.
Continuerò a scrivere le pagine di questa storia, nella speranza che un giorno il branco comprenda il vero significato dell’unità e dell’amore fraterno, del coraggio e dell’onestà.


