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David Whittaker
C’era una strana forma di precisione nel modo in cui il mondo di David andava a pezzi. Non era un crollo rumoroso, ma un lento scivolare di tessere che non trovavano più il loro incastro. Poi, su quel marciapiede inondato di sole, era arrivata lei. Un inciampo, una cascata di fogli bianchi che volavano come ali spezzate sull’asfalto caldo. David si era chinato non per cortesia, ma per un riflesso involontario verso quel disordine così simile al suo. E quando le loro mani si erano sfiorate tra gli spartiti, era stato come toccare un filo scoperto. Aveva visto l’imbarazzo bruciarle sul volto, ma nei suoi occhi aveva letto una geometria…
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Nota sospesa
Capitolo 3 Maria Imalhe Gioui · Summer in Riverstone Le strade di Riverstone si inerpicavano davanti a me, immerse in quel chiarore bianco e setoso che segue di poco l’ora di pranzo. Era il momento in cui l’estate sembrava trattenere il respiro, con il riverbero che batteva piatto sui marciapiedi rendendo i colori quasi troppo nitidi. Avevo ancora la gola leggermente secca per lo sforzo del canto, quella strana sensazione di vuoto e pienezza che resta dopo aver proiettato la voce davanti a una commissione. Avrei dovuto provare solo un immenso sollievo per aver concluso le arie dell’esame, eppure sentivo una strana irrequietezza, un ronzio sottopelle che non aveva nulla…
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Order of Chaos
Capitolo 4 A cena, il tintinnio delle posate sulla porcellana faceva da sottofondo alle nostre chiacchiere, un suono familiare che mi restituiva un senso di pace. Sentivo lo sguardo di mio padre su di me, quel suo modo attento di leggermi dentro che mi aveva sempre fatta sentire al sicuro. «Allora, Elisabeth, ora che l’esame è passato puoi finalmente riprendere fiato. Cosa hai intenzione di fare quest’estate? Un po’ di riposo mi sembra il minimo, prima di pensare alla carriera.» «Hai ragione, papà. Mi piacerebbe solo staccare la spina per un po’, godermi il mare e non fare programmi,» risposi; ma mentre sorridevo a lui, l’immagine di quegli occhi incrociati…
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Al tramonto…
David – Capitolo 5 Quella stessa sera, mentre camminavo per le vie del centro, la mia mente tornava ostinatamente a quel “grazie” gridato sulle scale. Mi fermai un istante sotto un tramonto dai colori caldi, quasi oro antico e profondo, che avvolgeva le facciate dei palazzi in un riflesso ambrato. Fu proprio allora che la vidi. Elisabeth camminava sottobraccio a una signora elegante, una figura dal portamento fiero che sembrava guidarla con naturale dolcezza. Tra loro c’era un’armonia spontanea: i passi si muovevano nello stesso ritmo, come se seguissero una musica silenziosa che le rendeva una cosa sola, quasi estranee al fluire lento e distratto della città a quell’ora del…
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Io… sono Elisabeth
Capitolo 6 Seduta al pianoforte, avevo trasformato il caos di quella mattina in musica. Le dita scorrevano sugli accordi, creando un filo invisibile tra il disordine dei fogli sparsi e il battito del mio cuore. Quando finalmente mi alzai, con le mani ancora calde sugli ottavi, decisi di fare una doccia veloce. L’acqua calda mi avvolse, ma non riuscì a lavare via i pensieri. Durante la colazione, il ricordo riaffiorò con forza. Era successo ieri. Poco prima dell’esame. Mi vidi correre verso il Conservatorio, il fiato corto, i fogli sparsi sull’asfalto. E poi quel momento improvviso: lui. Calmo. Sorridente. Le mani tese verso di me. Il battito accelerato. Le guance…
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L’Ufficio Candidature
Capitolo 7 Erano passati un paio di giorni da quando l’avevo vista allontanarsi verso la collina.Mi era rimasta addosso quella sensazione strana, come qualcosa di incompiuto che continuava a tornare nei momenti più inattesi. Avevo ricevuto una chiamata dall’ufficio candidature: mancava un documento per completare la pratica. Era una seccatura burocratica! Mentre mi dirigevo verso il palazzo comunale scorsi da lontano Elisabeth che camminava verso il molo. L’impulso di seguirla fu quasi irresistibile, ma dovevo sbrigare quella faccenda. Entrai nell’ufficio della signora Higgins con i sensi tesi e i movimenti bruschi di chi ha la testa già altrove, preoccupato solo di non perdere la sua scia. «Ecco il documento, signora…
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L’Armonia dei Sensi: nasce “Note di Gusto”
L’incontro tra l’Oro Liquido e il Nettare della Vite Avete mai fatto caso al profumo che sprigiona un semplice filo di olio extravergine d’oliva? E a quello di un buon vino appena versato nel calice? È un momento di felicità pura, una tensione sensoriale che sa di terra, di sole e di eccellenza. Sono Maria G e vi do il benvenuto in Note di Gusto, una rubrica pensata per chi ama vivere la tavola come un’esperienza sensoriale completa. Qui non si leggono etichette: si interpretano emozioni. Al centro, un dialogo raffinato tra due protagonisti assoluti, l’olio EVO e il vino, capaci, insieme, di trasformare ogni piatto in un racconto. Perché…
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8 marzo 2026
La mimosa ferita Ogni mattina, durante la mia passeggiata quotidiana, passo davanti a quest’albero di mimose e mi fermo a osservarlo. Da qualche tempo avevo notato che i suoi rametti, colmi di mimose di un giallo meraviglioso, erano diventati sempre più spogli. E sapevo anche perché. Li avevo visti… Persone che, senza alcun rispetto, strappavano i rami con forza per portarsi via qualche mimosa. Stamattina l’ho guardato ancora. E le ferite erano ancora più evidenti. Rami spezzati, tranciati con violenza, fino a deturpare l’albero. A terra, qualche fiore giallo abbandonato. Come se la bellezza fosse qualcosa da prendere e poi dimenticare. Mi sono fermata a guardarlo. Quel tronco ferito, quei…
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Tra ponte e soglia
07 marzo 2026 Scese dall’auto come chi lascia alle spalle la vita di tutti i giorni per entrare in un mondo solo suo. Davanti a lei si stendeva un ponte lungo di pietra, sospeso tra le nuvole e il mare. Sotto, l’acqua era di un azzurro così intenso che pareva catturare il cielo e rifletterlo senza sforzo. Un mare calmo, perfetto, eppure quell’altezza le strinse il cuore in un nodo di paura. Fece un passo, esitò. Il ponte sembrava chiamarla, ma il vento e il vuoto sotto i piedi le parlavano di fragilità. Tornò indietro. Non era pronta. Non quella via, almeno non ora. Volse lo sguardo e vide una…







